Archivi tag: sensazioni

La punizione per il possessore di una penna infinita che scrive anche a testa in giù è un inferno fatto di silenzio

Venditore di storie che confeziona contratti prematrimoniali.
Come negazione costretta a parlare apertamente di ciò che vuole respingere.
D’altronde i cinque continenti hanno tutti un nome di donna.
Scrittore che dà in pegno le sue parole.
Insufficienza combattuta da dichiarazioni di intenti.
È dall’impedimento che nasce l’ingegno.
È di fronte l’impossibilità che si attiva la volontà.
E il non riuscire non è una sconfitta, ma un incentivo.
Ancora incomunicabile. E allora?
Creazione di io adeguati a soddisfare ogni bisogno.
La tendenza al movimento nasce dalla scoperta di spazi vuoti.
Spingimi dove l’ardore per l’infinito spinse Ulisse.
Vita,
musa.
Io allora sarò tutto.

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Esatto. Intendo svilupparmi all’infinito e raggiungere dimensioni incommensurabili

L’imposizione di una struttura ne determina inevitabilmente il contenuto.
Disperata ricerca di una cassa di risonanza.
Non si può pensare decentemente senza farsi del male.
Variazione di tono che cattura l’attenzione.
Sovrastimolazione del lobo temporale, parietale e frontale.
Diffusione per conduzione.
Sensazione di estasi.
Dissociazione progressiva.
Piovono sassi, e allora?
Blocchi di suono in movimento scagliati come bombe molotov.
Ludwig Wittgenstein era professore ordinario all’università di Cambridge, morì senza lasciare eredi e forse è per questo che ebbe una vita meravigliosa.
2014: Solo un computer può smascherare uno scrittore.
Onde d’urto che abbattono pareti alzate a colpi di identità e paura.
Cambiando l’ordine degli elementi il risultato cambia radicalmente.
Materia che si ribella alle funzioni trascendentali a priori.
Emisfero destro che determina i limiti del mio mondo.
La fantasia è un posto dove ci piove dentro.
Riorganizzazione sinaptica al limite del mutazionismo.
Ossessione psicotica volta a complicare laddove il pensiero dominante ricerca appiattimento.
Tentativo costante di mettere in moto ciò che è nato pigro.
Finché c’è pericolo, c’è vita.

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Solo un uomo

Ciò che non si comprende genera terrore.
Un mostro è un essere vivente che si discosta dalle caratteristiche ordinarie della specie.
Dignità di soggetto umano negata come ad animale braccato da sguardi.
Identità ridotta a problema di ordine pubblico.
Io che si afferma fuori del vero e del falso, fuori di ciò che è riuscito e di ciò che è fallito.
Esistenza senza alcuna finalità.
Vita immolata secondo il caso.
Forma di vita oltre la morale, baluardo del qui ed ora.

Desiderio di essere riconosciuti.
Guardami, accettami, comprendimi, amami.
Tutto non riducibile alla somma delle sue parti.
Irriducibile e irripetibile unicità.
Contenitore di moltitudini e contraddizioni.
Unità capace di molte forme e infinite declinazioni.
Io sono un essere umano.
Pungimi e vedrai sangue.

Mi si dice: questa specie d’amore non darà frutti. Ma come poter valutare ciò che fruttifica? Perché ciò che fruttifica è un Bene? Perché durare è meglio che bruciare?

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Uomini

Il primo uomo corse cento chilometri e senza fiato corto dichiarò:
« Sono l’uomo più in salute del mondo. »

Il secondo salì in alto nel cielo e indicando tutta la terra sottostante dichiarò:
« Tutto ciò che vedi mi appartiene. »

Il terzo con un ampio gesto delle braccia indicò l’universo intero e dichiarò:
« Conosco tutto il conoscibile. »

Il quarto restò immobile, tacque, alzò lo sguardo e infine, sorrise.

 

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Piazza Amore

Quando tu volevi restare bambina, io avevo fretta di diventare grande.
Quando tu sei diventata grande, io ho deciso che preferivo rimanere bambino.
Ci siamo incontrati a metà strada, all’incrocio dei nostri opposti cambiamenti.
Incrocio meraviglioso, lo chiamano l’incrocio di Piazza Amore.
Ma arrivavamo da strade diverse, e per strade diverse ce ne siamo andati.

 
" Strade che si lasciano guidare forte 
Poche parole piogge calde e buio 
Tergicristalli e curve da drizzare 
Strade che si lasciano dimenticare "

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Incontri con uomini straordinari – Erri De Luca

Un uomo grande.
Forse più di un  uomo.
Mi viene in mente il termine “mahatma”, grande anima, perché è questa la sensazione che si prova a stargli accanto.
Guardo quest’ometto, smilzo e traballante e io, che sono la persona più presuntuosa che conosco, mi sento piccolo piccolo, oppresso da qualcuno che è molto più dello spazio che occupa e molto più dell’aria che consuma.
Guardo con più attenzione. Lo ascolto. Cerco una risposta.
Eppure è solo un uomo.
Occhi per guardare, bocca per parlare. Respira. Cammina. Pollice opponibile. Volontà, memoria e pensiero.

« Voglio diventare un uomo incommensurabilmente forte »

Ed è già una sfida, un confronto, è nella mia natura di egocentrico presuntuoso.
Come può un uomo, come lo sono anche io, farmi sentire così?
È qualcosa al di la del sensibile.
Lui conosce ciò che non si può insegnare.
E io non so null’altro che questo.

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La colazione dei campioni – Kurt Vonnegut

La cameriera mi servì un’altra volta da bere. E di nuovo fece per accendere la candela sul mio tavolo.
Glielo impedii.
“Ma cosa riesce a vedere nel buoio, con gli occhiali da sole sul naso?” mi chiese.

“Il grande Spettacolo all’interno della mia testa” risposi.

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Illuminazione

Non si può scrivere di ciò che è unico.

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Scelte

Non ora, non qui.
Per chi cerca garanzie la porta è quella accanto.
Il tempo non è assicurato.
Ci scusiamo per il disagio.

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Comunicazione – Paul Cézanne

« Ho una sensazione lieve, ma non riesco ad esprimerla. Sono come uno incapace di usare la moneta d’oro in suo possesso. »

Paul Cézanne (1839, 1906) pittore francese.

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Le situazioni di Lui & Lei

« Quando ci si innamora si perde l’equilibrio dei propri sentimenti. Finché si finge e ci si dimostra migliori di quanto si è, non si è veramente innamorati perché si dà ancora più importanza a se stessi che all’altra persona. Quando si ama davvero il cuore perde ogni controllo. Per questo dicono che amare è un po’ come essere privati del proprio cuore.  »

[Maho Izawa a Yukino Miyazawa]


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Incomunicabile / due.

È dall’impedimento che nasce l’ingegno.
È di fronte l’impossibilità che si attiva la volontà.
E il non riuscire non è una sconfitta, ma un incentivo.
Incomunicabile. E allora?
Arte, dell’incomunicabile sei figlia. E come figlia è tuo compito mettere in discussione il padre.
E allora comunica, se riesci.

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Incomunicabile / uno.

C’è qualcosa di assolutamente contorto in tutto questo.
Scriviamo in lingue diverse, strana pretesa voler comunicare.
E ancor di più mi sorprende l’insistenza delle missive.
Sintomo di desiderio di esser capiti e mai di capire.

È il destinatario, che è causa e fine, a render vano ogni tentativo.
Non c’è speranza, senza possibilità.
Non leggerai. E se leggerai, non capirai.

Non capirai.

Eppure eccole qua, pagine e pagine, che hanno un volto e un nome, il mio, inconciliabilmente distante dal tuo.

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Nascondino

Qualcuno che cerca presuppone qualcuno da cercare.
Bell’emozione quella del cercare, di essere parte attiva, colma di desiderio.
Ma nulla a che fare con l’emozione di esser cercati.
Essere preda comporta un incommensurabile sensazione di imprevedibilità, di insicurezza.
E saper di esser cercato non basta a contenere la sorpresa nell’attimo della scoperta.
Incontro, ogni volta inatteso.
Perché nascondersi è in primo luogo desiderio di essere trovati.

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Una parola alla volta.

Le parole fanno confusione. Più sono le parole e più è grande la confusione.
Nella vita si dovrebbe stare zitti, al massimo si dovrebbe usare il proprio tempo per sorridere, piangere e guardarsi.
Niente di più.

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