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Il rivoluzionario come artista creatore

Art does not reproduce what we see; rather, it makes us see.
Senza una connotazione di senso data da un identità consapevole, la realtà tutta si ridurrebbe a pura somma di entità indifferenziate. Sono le capacità di astrarsi dal reale e di caricarlo di potere simbolico che permettono di creare una relazione significativa (ovvero densa di significato) dove la realtà fattuale non la prevede.
L’arte ha quindi la funzione di uno stargate, di un collegamento tra due mondi. Uno, a noi inaccessibile, in cui ciò che è si limita ad essere, regno della materia immobile e indifferenziata; l’altro invece, quello che comunemente chiamiamo realtà, è il solo che siamo in grado di percepire, poiché non vediamo altro se non ciò che possiamo riconoscere.
Ciò che prima ci era invisibile, poiché situato nel mondo dei fatti privi di senso, diventa improvvisamente visibile una volta attraversato il passaggio, così come potenza che si fa atto.
È compito dell’artista quindi dare senso all’insensato cossicché gli orizzonti del nostro mondo si accrescano di nuova realtà inesplorata.
L’unica caratteristica “sine qua non” delll’artista è la capacità di creare mondi.
Art is either plagiarism or revolution.

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Uomini

Il primo uomo corse cento chilometri e senza fiato corto dichiarò:
« Sono l’uomo più in salute del mondo. »

Il secondo salì in alto nel cielo e indicando tutta la terra sottostante dichiarò:
« Tutto ciò che vedi mi appartiene. »

Il terzo con un ampio gesto delle braccia indicò l’universo intero e dichiarò:
« Conosco tutto il conoscibile. »

Il quarto restò immobile, tacque, alzò lo sguardo e infine, sorrise.

 

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Incontri con uomini straordinari – Erri De Luca

Un uomo grande.
Forse più di un  uomo.
Mi viene in mente il termine “mahatma”, grande anima, perché è questa la sensazione che si prova a stargli accanto.
Guardo quest’ometto, smilzo e traballante e io, che sono la persona più presuntuosa che conosco, mi sento piccolo piccolo, oppresso da qualcuno che è molto più dello spazio che occupa e molto più dell’aria che consuma.
Guardo con più attenzione. Lo ascolto. Cerco una risposta.
Eppure è solo un uomo.
Occhi per guardare, bocca per parlare. Respira. Cammina. Pollice opponibile. Volontà, memoria e pensiero.

« Voglio diventare un uomo incommensurabilmente forte »

Ed è già una sfida, un confronto, è nella mia natura di egocentrico presuntuoso.
Come può un uomo, come lo sono anche io, farmi sentire così?
È qualcosa al di la del sensibile.
Lui conosce ciò che non si può insegnare.
E io non so null’altro che questo.

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