Archivi tag: poesia

Cognitivismo affettivo

Temi ciò che sono, ma non le mie intenzioni.
Come una spada danzante che non vuol ferire.

Amigdala in costante stato di allerta.
Iper-attivazione percettiva volta alla rilevazione di ogni stimolo in entrata.
Ripetuto tentativo di mappatura dello spazio.

Incolpevole inconsistenza dei dati raccolti.
Nicchia ecologica infernale strutturata per la deprivazione sensoriale.
Invivibile vuoto assoluto, o fuga, o morte.

Omeostasi irrangiungibile a causa di continua dispersione energetica.
L’azione, in fisica, è definita come una trasformazione che agisce sullo spazio delle configurazioni e restituisce numeri reali.
Restituisce è la parola fondamentale.

Terreno fertile è dove fioriscono i fiori.

brain_by_XaverVanShade

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La punizione per il possessore di una penna infinita che scrive anche a testa in giù è un inferno fatto di silenzio

Venditore di storie che confeziona contratti prematrimoniali.
Come negazione costretta a parlare apertamente di ciò che vuole respingere.
D’altronde i cinque continenti hanno tutti un nome di donna.
Scrittore che dà in pegno le sue parole.
Insufficienza combattuta da dichiarazioni di intenti.
È dall’impedimento che nasce l’ingegno.
È di fronte l’impossibilità che si attiva la volontà.
E il non riuscire non è una sconfitta, ma un incentivo.
Ancora incomunicabile. E allora?
Creazione di io adeguati a soddisfare ogni bisogno.
La tendenza al movimento nasce dalla scoperta di spazi vuoti.
Spingimi dove l’ardore per l’infinito spinse Ulisse.
Vita,
musa.
Io allora sarò tutto.

slave-ship

 

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Esatto. Intendo svilupparmi all’infinito e raggiungere dimensioni incommensurabili

L’imposizione di una struttura ne determina inevitabilmente il contenuto.
Disperata ricerca di una cassa di risonanza.
Non si può pensare decentemente senza farsi del male.
Variazione di tono che cattura l’attenzione.
Sovrastimolazione del lobo temporale, parietale e frontale.
Diffusione per conduzione.
Sensazione di estasi.
Dissociazione progressiva.
Piovono sassi, e allora?
Blocchi di suono in movimento scagliati come bombe molotov.
Ludwig Wittgenstein era professore ordinario all’università di Cambridge, morì senza lasciare eredi e forse è per questo che ebbe una vita meravigliosa.
2014: Solo un computer può smascherare uno scrittore.
Onde d’urto che abbattono pareti alzate a colpi di identità e paura.
Cambiando l’ordine degli elementi il risultato cambia radicalmente.
Materia che si ribella alle funzioni trascendentali a priori.
Emisfero destro che determina i limiti del mio mondo.
La fantasia è un posto dove ci piove dentro.
Riorganizzazione sinaptica al limite del mutazionismo.
Ossessione psicotica volta a complicare laddove il pensiero dominante ricerca appiattimento.
Tentativo costante di mettere in moto ciò che è nato pigro.
Finché c’è pericolo, c’è vita.

Sound_Art_Effect_by_SoundArt

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Neanche se sei Eddie Merckx

Evitare è il paradigma dominante.
Applicato ad libitum, o quantomeno finché tiene.
Ultimo baluardo a difesa dello status quo.
Teoria della verità mai sottoposta a esperimenti.
Infallibile poiché intangibile.
Idealizzare è un processo di isolamento dall’insieme delle relazioni.
Traslato su un altro piano.
Non in relazione e quindi non in discussione.
Perché confronto fa sempre rima con cambiamento.
Tutto resta uguale solo se si smette di giocare.

Come fanno le coccinelle ad attraversare la pioggia?
Schivano ogni goccia, oppure hanno imparato a lasciarsi colpire senza cadere?
Astrazione o capacità di lasciarsi modificare dalla relazione con l’alter?
Moltiplicare gli affetti senza perdere la costante.
Restare in volo.
Infondo, per quanto tu possa essere abile, qualcosa arriverà a toccarti.
Non ci si può difendere dalla vita.
Prima o poi quella ti piglia.
E non è detto che tutte le coccinelle arrivino a vedere l’arcobaleno.

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Cantami, o Diva, del Pelìde Achille l’ira funesta

Camminò fino alla strada più affollata della città.
Nel mezzo di quell’enorme e inconsistente dinamismo di corpi si fermò.
Capì.
Decise.
O forse decise di capire?
Non che per uno come lui ci fosse differenza. Sono questioni per mediocri.
Portò una sigaretta alle labbra.
Sono solo i fatti che contano.

Il suo corpo continuò con quelli che per lui ormai erano normali processi vitali, processi di sopravvivenza. Che assurde contraddizioni.
Piante dei piedi ben salde al suolo, quei movimenti lenti delle braccia e l’ostinazione di portare quella sigaretta spenta tra le labbra.
Era un treno lanciato a massima velocità, ma non lo si poteva capire.
Dita che liberano la tanica dal suo tappo.
Liberare. Forse era proprio questo il punto.
Occhi che, all’arrivo del liquido, si chiudono dolcemente, come per permettergli di meglio conoscere il suo corpo.
Incontenibile desiderio di fumare.
Bagliore.

Tanto dedito alla verità da dover ammettere l’impossibilità del cambiamento.
Ma troppo pieno di sé per accettare l’impotenza.
Un treno in fiamme lanciato a massima velocità.
Capì.
Sorrise.
Incendiò se stesso e solo così poté dar fuoco al mondo, perché dar fuoco al mondo a colpi di benzina non si può.
O forse sorrise per il puro egoismo della propria salvezza?
Questioni per mediocri.
Sono solo i fatti che contano.

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Piazza Amore

Quando tu volevi restare bambina, io avevo fretta di diventare grande.
Quando tu sei diventata grande, io ho deciso che preferivo rimanere bambino.
Ci siamo incontrati a metà strada, all’incrocio dei nostri opposti cambiamenti.
Incrocio meraviglioso, lo chiamano l’incrocio di Piazza Amore.
Ma arrivavamo da strade diverse, e per strade diverse ce ne siamo andati.

 
" Strade che si lasciano guidare forte 
Poche parole piogge calde e buio 
Tergicristalli e curve da drizzare 
Strade che si lasciano dimenticare "

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Debolezze della teoria della specializzazione

« L’artista militante è un artista disinnescato: non essendo costui in grado di fronteggiare il tutto si fa vessillo ufficiale di una parte.
Ma l’artista autentico è sempre un dissidente, da se stesso coscritto. »

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Illuminazione

Non si può scrivere di ciò che è unico.

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Punti (in)fermi

Non è che siam cambiati.
Stiamo ancora cambiando.

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Rivelazione

Felicemente incomunicabile.
Trasformazione improvvisa di problemi esistenziali in motivi di gioia e vanto.
Incomunicabile.
Perché di comunicare, questa volta, non c’è alcun bisogno.
Compiere l’essere con il non essere.
Potenza che sovverte l’atto.
Non c’è soluzione, perché non c’è problema.

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Tettonica delle placche

« Tu, mio. »
Parlante come artista esecutore.
Contatto che è punto di rottura.
(S)composizione strutturale.
Scosse di assestamento.
Nascita di un nuovo ecosistema.
Evoluzione.
Dubbia attribuzione di connotazione positiva.
Diverso.
E tanto basta.

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Dance Dance Dance

Un uomo con l’inchiostro in tasca.
Segni sottili misti a vuoti di memoria.
Parole. Passi. Passerà.
Tiro una linea che è un passo indietro.
Immetto una piccola quantità di energia per mettere in moto il cosmo.
Non resta che giocare.
Il bambino (r)accoglie tutto ciò che trova.
E allora giochiamo con i bottoni.
Circolazione di scuse. Pressione ecosostenibile.
Pietra di ematite.
Incredibilmente indelebile.

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Walt Whitman – Io

« Io mi contraddico. Sono ampio. Contengo moltitudini. »

Walt Whitman, poeta statunitense.



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Io non sono qui – Bob Dylan, I want you – Arthur Rimbaud, io penso?

« E i gatti, sul tetto, pazzi d’amore, gridano nelle grondaie.                                                                                                                                                                                                                                                              E sono io ad essere pronto.
Pronto ad ascoltare, mai stanco, mai triste, mai colpevole. »

Bob Dylan, I want you

Il becchino colpevole singhiozza
il solitario suonatore di organo piange
i sassofoni d’argento mi dicono che dovrei rifiutarti
Le campane rotte ed i corni stinti
soffiano sul mio viso con scherno
Ma non è quello il modo
Non sono nato per perderti
Ti voglio, ti voglio
ti voglio da morire,
dolcezza, ti voglio.

A.Rimbaud, io penso?

È sbagliato dire io penso
uno dovrebbe dire io sono pensiero
io è qualcun altro
io sono presente alla nascita del mio pensiero
osservo e ascolto
ho dato un colpo d’archetto
una sinfonia si agita nel profondo
o viene con un balzo sul palcoscenico
è iniziata con ondate di disgusto
e termina
-visto che non possiamo catturare
immediatamente questa eternità-
termina con un tumulto di profumi.

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Guarire.

Sono un animale, le mie ferite le cura il tempo.
Ma sono anche un uomo.
E dove non può il tempo, possono le persone.

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