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Liberi, ma liberi da chi?

La distruzione delle parti più profonde dell’identità è una vera e propria azione di tortura, tortura perpetrata, colpo dopo colpo, fino alle sue ultime conseguenze.
Tutto sta nello spingere inesorabilmente l’individuo sull’orlo della scelta fondamentale, ma questo è tutto, si può solo mostrare la soglia, sta al soggetto decidere se varcarla.
L’ultimo passo, quello decisivo, è una di quelle decisioni o tutto o nulla, dalla quale non si torna indietro.
Il totale annichilimento dell’identità coincide con la rinuncia ad ogni possibilità di arbitrio.

Il costo in termini cognitivi è elevatissimo, comporta una totale necessità di ricategorizzazione di ogni esperienza personale.
In termini evolutivi è un’azione completamente contro istintiva, organismo che distrugge se stesso per rinascere sotto nuova forma.
Senza la libera scelta della morte non c’è alcuna libertà possibile.
L’annientamento dell’identità passa per il compimento di un omicidio, come un rito di altri tempi, l’uomo sacrifica l’uomo per il raggiungimento di un fine più alto.
L’incredibile sorpresa è che si sopravvive alla distruzione dell’io, dopo l’io, dopo l’identità, c’è ancora esistenza.
Il corpo, come nei più radicali dei materialismi, riafferma con forza di essere ancora una forma di vita.
Materia pensante comprensiva di ogni determinazione e del suo contrario.

Entità organizzata che percepisce e agisce secondo altre leggi, sotto nuove forme, irrimediabilmente incommensurabile alla vita umana come prima la conoscevamo.

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La punizione per il possessore di una penna infinita che scrive anche a testa in giù è un inferno fatto di silenzio

Venditore di storie che confeziona contratti prematrimoniali.
Come negazione costretta a parlare apertamente di ciò che vuole respingere.
D’altronde i cinque continenti hanno tutti un nome di donna.
Scrittore che dà in pegno le sue parole.
Insufficienza combattuta da dichiarazioni di intenti.
È dall’impedimento che nasce l’ingegno.
È di fronte l’impossibilità che si attiva la volontà.
E il non riuscire non è una sconfitta, ma un incentivo.
Ancora incomunicabile. E allora?
Creazione di io adeguati a soddisfare ogni bisogno.
La tendenza al movimento nasce dalla scoperta di spazi vuoti.
Spingimi dove l’ardore per l’infinito spinse Ulisse.
Vita,
musa.
Io allora sarò tutto.

slave-ship

 

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Esatto. Intendo svilupparmi all’infinito e raggiungere dimensioni incommensurabili

L’imposizione di una struttura ne determina inevitabilmente il contenuto.
Disperata ricerca di una cassa di risonanza.
Non si può pensare decentemente senza farsi del male.
Variazione di tono che cattura l’attenzione.
Sovrastimolazione del lobo temporale, parietale e frontale.
Diffusione per conduzione.
Sensazione di estasi.
Dissociazione progressiva.
Piovono sassi, e allora?
Blocchi di suono in movimento scagliati come bombe molotov.
Ludwig Wittgenstein era professore ordinario all’università di Cambridge, morì senza lasciare eredi e forse è per questo che ebbe una vita meravigliosa.
2014: Solo un computer può smascherare uno scrittore.
Onde d’urto che abbattono pareti alzate a colpi di identità e paura.
Cambiando l’ordine degli elementi il risultato cambia radicalmente.
Materia che si ribella alle funzioni trascendentali a priori.
Emisfero destro che determina i limiti del mio mondo.
La fantasia è un posto dove ci piove dentro.
Riorganizzazione sinaptica al limite del mutazionismo.
Ossessione psicotica volta a complicare laddove il pensiero dominante ricerca appiattimento.
Tentativo costante di mettere in moto ciò che è nato pigro.
Finché c’è pericolo, c’è vita.

Sound_Art_Effect_by_SoundArt

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Identità

Sono un multidividuo che agisce non nell’ambito dell’essere, ma in quello del possibile.
Privo di identità non sono altro che la migliore risposta evolutiva ad ogni ambiente circostante.
È la mia capacità di dividermi e di poter essere altro a fondare la mia essenza.
Ciò che mi caratterizza è il fatto di non poter essere caratterizzato.

Ed è proprio tutto ciò a darmi una personalità e un’esistenza tutta mia speciale.
L’unico io che riconosco è l’io di chi non si riconosce.
Ed ecco che torno a essere un individuo, ma in una ricategorizzazione del concetto del tutto nuova.
Non individuo come essere indivisibile e immodificabile, ma individuo come suo contrario.
Io sono colui che si individua moltiplicandosi.

Immagine

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Teorizzazione del post-umano

Affezione periodica.
Latente, mai scevro.
Gioco di resistenze volto alla stipulazione di un piano quinquennale.
Presa di potere dell’io sull’io.
Presenza che si fa martire di se stessa.
Impossibile contemporaneità del molteplice.
Incapacità di dire noi.
Affermo poiché altri nega.
Io soffro.
Io no.
Vasi non comunicanti nascondono la polvere sotto il tappeto.
Io so, qualcun altro crede, tal altro ignora.
Io.
Me.
Me stesso.
Mai sullo stesso rigo.
Sedimentazione di un possibile.
È quando affermai me stesso che assaggiai la prima volta il sapore del mio sangue.
Giogo imposto da un milione di braccia.
Ma dove c’è potere, c’è resistenza.
L’unica forma di identità è rispondere al nuovo col nuovo.
L’io riconoscendosi come Noi si accetta come negazione di se stesso.
E di nuovo potenza dedita alla soppressione dell’atto.
Vendetta, rovesciamento del destino.
Nascita di un serial killer.

Schizophrenic_by_Grregorry

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Identità

« Se ti ancori ad un identità è perché hai rinunciato a vivere ».

P. Apolito, antropologo 

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