Dichiarazione di intenti – Io sono un piromane

Quale antenato parla in me? Io non posso vivere contemporaneamente nella mia testa e nel mio corpo. Per questo non riesco ad essere una sola persona. Sono capace di sentirmi un’infinità di cose contemporaneamente.

Il male vero del nostro tempo è che non ci sono più i grandi maestri.
La strada del nostro cuore è coperta d’ombra; bisogna ascoltare le voci che sembrano inutili; bisogna che dai cervelli occupati dalle lunghe tubature delle fogne e dai muri delle scuole, dagli asfalti e dalle pratiche assistenziali, entri il ronzio degli insetti. Bisogna riempire gli orecchi e gli occhi di tutti noi, di cose che siano all’inizio di un grande sogno. Qualcuno deve gridare che costruiremo le piramidi. Non importa se poi non le costruiremo. Bisogna alimentare il desiderio. Dobbiamo tirare l’anima da tutte le parti come se fosse un lenzuolo dilatabile all’infinito. Se volete che il mondo vada avanti dobbiamo tenerci per mano.
Ci dobbiamo mescolare i cosiddetti sani e i cosiddetti ammalati. Ehi, voi sani, che cosa significa la vostra salute? Tutti gli occhi dell’umanità stanno guardando il burrone dove stiamo tutti precipitando. La libertà non ci serve se voi non avete il coraggio di guardarci in faccia, di mangiare con noi, di bere con noi, di dormire con noi. Sono proprio i cosiddetti sani che hanno portato il mondo sull’orlo della catastrofe.

Dove sono quando non sono nella realtà e neanche nella mia immaginazione?
Faccio un nuovo patto col mondo.
Che ci sia il sole di notte e nevichi d’agosto.
Le cose grandi finiscono.
Sono quelle piccole che durano.
La società deve tornare unita e non così frammentata.
Basterebbe osservare la natura per capire che la vita è semplice e che bisogna tornare al punto di prima.
In quel punto dove voi avete imboccato la strada sbagliata.
Bisogna tornare alle basi principali della vita senza sporcare l’acqua.
Che razza di mondo è questo se è un pazzo che vi dice che dovete vergognarvi?

One thought on “Dichiarazione di intenti – Io sono un piromane

  1. Valentina ha detto:

    …forse solo il silenzio sa ancora confortarci… o la musica,
    ora che le acque delle veglie più non tumultano
    e noi ci sentiamo come salici stormenti
    allo svanire della luna sui cristalli dell’alba,
    insonni come il vento vermiglio, che corre e soffia
    alle alture millenarie, e plana farfalla
    sullo stelo dell’anima.
    …forse a forza di far nodi al fazzoletto
    ci si ricorderà della nostra fragilità, e del dolore
    che ci è pane. L’ora è quella in cui vengono
    gli amici, è quella propizia per ritrovarci, magari
    nei soliti gesti e piccoli immensi stupori.
    …e ci sentiamo, in leggerezza e smarrimento,
    come l’ultima parola che riempie il cruciverba.
    Viviamo tra scrivanie e pensieri, a ridosso
    di anni confusi, siamo dietro passioni e turbamenti,
    forse inconsapevoli, di certo vogliosi di rompere
    lo specchio, per frantumare noi stessi, per vederci
    prati di luna, dentro, e spazi di cosmi e occhi negli occhi…
    V.

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